Proposte Didattiche

Percorso Ecologico “Fontane Bianche”

Si tratta di un percorso a scopo didattico-naturalistico, realizzato nel cuore delle Fontane Bianche di Sernaglia, in un’area che Legambiente Sernaglia ha in concessione dal Genio Civile, attrezzato con passerelle e stazioni di osservazione, dove è possibile soffermarsi comodamente ed osservare gli elementi dell’ambiente.

In particolare i bambini potranno rendersi conto dell’incredibile varietà di organismi bioindicatori che popolano solo le acque pure delle risorgive.

Unità didattiche:
• L’ecosistema di risorgiva
• L’ecosistema fluviale (ed in particolare il fiume Piave)
• La flora e la fauna dei luoghi umidi
• La catena alimentare
• La bentofauna e gli indicatori biologici

Informazioni tecniche sul percorso
• Lunghezza: circa 3 Km (è possibile adeguare la lunghezza in base all’età).
• Durata: dalle 3 all’intera giornata.
• Periodo consigliato: da primavera ad autunno.

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Foto da Luigi Dorigo – Vedi più qui

Palù del Quartier di Piave

I Palù del Quartier di Piave, con la loro suggestiva successione di prati chiusi, fossati e siepi, rappresentano uno degli ultimi esempi europei, ancora integri, di bonifica benedettina e proprio per questo fanno parte di Rete Natura 2000. Parlando di monachesimo, è consigliabile la visita a questo ambiente dove nell’organizzazione di prati e siepi si è voluto applicare il simbolismo religioso tipico della cattedrale. I Palù rappresentano, inoltre, un’importante riserva di biodiversità di fauna e flora.

Di particolare interesse sono gli endemismi quali l’Iris sibirica e la Genziana palustre. L’acqua dei Palù è spesso stata utilizzata nei secoli scorsi come forza motrice; ne è un esempio il Molino Zanoni a Moriago, che, con la sua ruota a cassette, rappresenta un valido esempio di ingegneria idraulica.

Nei Palù di Sernaglia, in località Castelik, è invece ancora possibile vedere il sito di un antico castelliere dell’età del bronzo.

Unità didattiche:
• Organizzazione e struttura dei prati chiusi
• La bonifica benedettina
• Flora e fauna tipiche dei Palù
• Biodiversità
• Paesaggio agrario

Informazioni tecniche sul percorso
• Lunghezza: circa 3 Km
• Durata: 3 ore
• Periodo consigliato: tutto l’anno (per gli aspetti floristici si consiglia la visita in primavera)

Le colline del Quartier di Piave

L’ambito collinare del Quartier del Piave è costituito da una triplice fascia di piccoli rilievi disposti in direzione est-ovest, incisi da numerosi ruscelli, le cui quote massime si aggirano intorno ai 500 m di altitudine. Il paesaggio è caratterizzato dall’alternanza di boschi sul versante nord e nelle valli e di vigneti sui pendii esposti a sud. Questi itinerari offrono la possibilità di affrontare una grande varietà di tematiche, da quelle naturalistiche a quelle storiche, gustando incantevoli panorami.

Unità didattiche:

• L’orogenesi delle colline e la formazione della piana della Piave
• Fenomeni di carsismo
• Le testimonianze della Grande Guerra
• La collina e l’utilizzo a fini agricoli e produttivi

Informazioni tecniche sul percorso
• Lunghezza: variabile a seconda delle esigenze
• Durata: da 3 ore all’intera giornata
• Periodo consigliato: autunno ed inverno

La valle del Soligo:

dalle sorgenti carsiche intermittenti del Piaveson alla confluenza col Piave

Tappa 1 (dal Piaveson a Follina)

• I laghi di origine glaciale di Revine sono alimentati dalle spettacolari sorgenti del Piaveson attive solamente a seguito di piogge intense. I laghi a loro volta, attraverso il canale della Tajada, danno vita al fiume Soligo che scorre ai piedi di numerosi depositi morenici. La morena frontale di Gai ne è l’esempio più famoso, ma molti altri sono i segni dell’attività locale dell’antico ghiacciaio della Piave, a Follina, oltre alla sorgente carsica del fiume omonimo sarà possibile conoscere (su eventuale richiesta) l’abbazia cistercense di S.Maria.

Tappa 2 (da Follina alla Piave)

• A Follina il fiume Soligo cambia direzione e scorre trasversalmente alle cordonature collinari. Sono facilmente osservabili i terrazzi fluvio-glaciali di Col e Farrò e l’azione di erosione selettiva subita dalle colline. In vari punti del fiume si possono confrontare soluzioni diverse al problema del rafforzamento degli argini e le opere storiche di derivazione di rogge per lo sfruttamento della forza motrice delle acque. Dopo Pieve di Soligo la forra scavata dal fiume consente di scoprire dei conglomerati che costituiscono la base della piana del Quartier del Piave. A S. Anna la passeggiata verso la confluenza con la Piave si svolge su un territorio ricco di testimonianze, dalla preistoria ai Romani.

Unità didattiche:
• L’ecosistema lacustre e fluviale
• il carsismo
• la valle glaciale e i depositi morenici
• correlazione tra geomorfologia e storia dei luoghi
• i fenomeni glaciali
• flora e fauna dell’ambiente fluviale
• l’acqua come risorsa nelle varie epoche storiche

Informazioni tecniche sul percorso
• Durata: intera giornata
• Periodo consigliato: tutto l’anno

Sulle tracce della Claudia Augusta Altinate e delle vestigia di romanità nel Quartier di Piave

Il Quartier di Piave conserva evidenti tracce di insediamenti di epoca romana lungo la via naturale di comunicazione rappresentata dal fiume Piave. Questa proprosta prevede una facile escursione ai resti di alcuni ponti romani in località Sant’Anna, lungo la scarpata rocciosa del fiume Piave, documenti dell’antica via imperiale che collegava l’alto Adriatico (Altino) con la valle del Danubio.

Unità didattiche:

• elementi di romanità nel Quartier di Piave
• le vie di comunicazione romane
• l’organizzazione del territorio in epoca romana

Informazioni tecniche sul percorso
• Lunghezza: circa 3 km
• Durata: circa 3 ore
• Periodo consigliato: tutto l’anno

L’età della pietra lungo la Piave

Nei dintorni di Falzè, alla base della scarpata di conglomerato sulla riva sinistra della Piave, vi sono vari antri naturali. Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce testimonianze di cacciatori e cercatori che, a partire dalla fine del V millennio a.C., in questo luogo trovarono condizioni favorevoli per insediarsi.

Unità didattiche:

• Gli insediamenti umani nel Paleolitico e nel Neolitico
• L’uso della selce per la produzione di manufatti
• Confronto tra uomo cacciatore ed agricoltore
• Tecniche di ricerca archeologica
• L’importanza dell’ambiente e delle condizioni climatiche per l’insediamento umano

Informazioni tecniche sul percorso
• Lunghezza: circa 3 km
• Durata: circa 3 ore
• Periodo consigliato: tutto l’anno